Che cos’è la parity rate?
La parity rate è la regola per cui una camera ha lo stesso prezzo pubblico su tutti i canali: sul sito dell’hotel, su Booking.com, su Expedia. In italiano si dice parità tariffaria. Per anni è stata una clausola dei contratti con le OTA, le agenzie di viaggio online come Booking.com ed Expedia: l’hotel si impegnava a non vendere sul proprio sito a meno di quanto mostrava il portale. Quando un canale mostra un prezzo diverso dagli altri si parla di disparity rate.
Oggi la parola indica due cose. La prima è la clausola, che in Italia è nulla dal 2017 e che Booking.com dichiara di aver tolto nel 2024 per le strutture dello Spazio economico europeo: ci arriviamo più sotto. La seconda è una pratica commerciale. Chi tiene allineati i prezzi lo fa perché un ospite che trova la stessa camera a meno su un altro sito prenota lì, e l’hotel paga una commissione su una vendita che poteva fare da solo.
La vecchia clausola impediva all’hotel di scendere sotto il portale. Oggi capita il contrario: un altro sito scende sotto il prezzo dell’hotel. Succede in un posto preciso, Google Hotels, la sezione di Google che per ogni hotel mette in fila i venditori con il prezzo per le date scelte. Lì il sito ufficiale e una ventina di rivenditori stanno uno sotto l’altro, e l’ospite vede subito chi costa meno. Quando poi scrivono, è sul conto che gli ospiti sono più severi: 4,49 su 10 nei 277 hotel di cui abbiamo letto le recensioni a ottobre 2026. In un altro articolo raccontiamo di che cosa si lamentano gli ospiti nelle recensioni degli hotel.
Su Google Hotels qualcuno vende il tuo hotel a meno del sito ufficiale?
Sì, nella maggior parte delle schede che abbiamo letto: in 117 su 156 un altro venditore mostrava un prezzo più basso di quello del sito ufficiale. Volevamo sapere quanto è frequente, e di quanto. Per scrivere la nostra guida leggiamo le schede di Google Hotels: per un hotel, una data e 2 adulti, Google restituisce l’elenco dei venditori con il prezzo di ciascuno e segnala qual è il sito ufficiale. Fra il 21 settembre e l’8 ottobre 2026 abbiamo raccolto 156 schede in cui il prezzo del sito ufficiale stava accanto a quello degli altri venditori. Riguardano 68 hotel e resort in 9 paesi: 26 alle Maldive, 13 in Italia, 6 ciascuno nel Regno Unito, negli Emirati e negli Stati Uniti, 5 in Giappone, 4 in Svizzera, 1 in Australia e 1 in Spagna.
117 su 156
letture di Google Hotels in cui un altro venditore mostrava un prezzo più basso del sito ufficiale dell’hotel.
68 hotel e resort in 9 paesi, letti da Lumina fra il 21 settembre e l’8 ottobre 2026.
Un esempio. Per un cinque stelle svizzero, la notte del 14 ottobre 2026 letta il 27 settembre dall’Italia, il sito ufficiale chiedeva 918 € e il venditore più economico 752 €: il 18% in meno. Nella stessa scheda c’erano altri 30 venditori.
156 schede di Google Hotels per 68 hotel e resort, 2 adulti, lette da Lumina fra il 21 settembre e l’8 ottobre 2026. Il prezzo più basso è quello del venditore più economico della scheda, senza controllo della camera.
Le differenze piccole contano poco. In 39 schede nessuno stava sotto il sito ufficiale, e in altre 14 la distanza era sotto l’1%: arrotondamenti e cambi di valuta. Per un cinque stelle di Venezia, la notte del 13 ottobre letta l’8 ottobre, il sito ufficiale, Booking.com ed Expedia mostravano tutti 5.310 €, e il più basso dei 23 venditori 5.302 €. Le differenze grandi sono le più frequenti: in 86 schede su 156 un altro venditore stava sotto di almeno il 5%, in 70 di almeno il 10%. Nelle 117 schede con un prezzo più basso la distanza mediana era del 13,2%: metà stava sopra, metà sotto.
- 60 su 68
- hotel con almeno una lettura in cui un altro venditore era più basso
- 45 su 68
- hotel con almeno una lettura sotto di almeno il 5%
- 8 su 68
- hotel in cui il sito ufficiale aveva sempre il prezzo più basso
Letture di Lumina, 21 settembre–8 ottobre 2026. Per 46 hotel su 68 abbiamo una sola lettura.
Quelle schede sono le stesse che aprono la pagina dei risultati quando qualcuno cerca un hotel in una città. Da dove prendono i prezzi lo spieghiamo nell’articolo su come compare un hotel su Google quando si cerca «hotel» e una città.
Chi vende a meno del sito ufficiale?
A meno del sito ufficiale vende quasi sempre un sito di rivendita poco noto, quasi mai un grande portale. Per 96 delle 156 schede abbiamo l’elenco completo dei venditori: 35 hotel, con una mediana di 17 nomi per scheda. In 51 di queste un altro venditore stava almeno il 5% sotto il sito ufficiale. Il prezzo più basso era di uno dei quattro grandi portali, cioè Booking.com, Expedia, Hotels.com e Agoda, in 1 scheda su 51.
51 schede di Google Hotels, 24 hotel, lette da Lumina fra il 27 settembre e l’8 ottobre 2026. Sono i nomi mostrati da Google accanto al prezzo.
Sono nomi che molti albergatori non hanno mai messo sotto contratto. Un hotel firma con Booking.com e con Expedia, carica le tariffe e sa che cosa vendono. Con Super.com, Bluepillow o Vio.com di solito non ha firmato niente: il prezzo arriva a loro da qualcun altro. Più sotto spieghiamo per quale strada.
Costa meno prenotare su Booking.com o sul sito dell’hotel?
Nelle schede che abbiamo letto Booking.com costava quasi sempre quanto il sito dell’hotel, o di più. Compariva in 92 delle 96 schede con l’elenco completo: stava entro l’1% dal prezzo del sito ufficiale in 45, sopra di almeno l’1% in 46, sotto in 1.
92 schede di Google Hotels in cui compariva Booking.com, 2 adulti, lette da Lumina fra il 27 settembre e l’8 ottobre 2026.
Gli altri grandi portali si comportano in modo simile, con qualche prezzo più basso in più.
| Portale | Schede in cui compariva | Sotto il sito ufficiale di almeno l’1% | Entro l’1% | Sopra di almeno l’1% |
|---|---|---|---|---|
| Booking.com | 92 | 1 | 45 | 46 |
| Hotels.com | 79 | 11 | 32 | 36 |
| Agoda | 76 | 10 | 33 | 33 |
| Expedia | 67 | 8 | 30 | 29 |
I grandi portali ricevono il prezzo dall’hotel, attraverso il channel manager, il programma che distribuisce tariffe e disponibilità ai canali di vendita: per questo stanno spesso alla pari. Quando stanno sopra, la scheda non dice perché. Può trattarsi di una camera diversa, o della camera più economica già esaurita su quel portale.
C’è un caso che la nostra lettura non vede. Google mostra il prezzo che vede un visitatore qualsiasi. Chi entra in Booking.com con il proprio account può vedere uno sconto riservato agli iscritti: negli hotel che aderiscono al programma Genius, spiega Booking.com ai suoi partner, uno sconto del 10% si applica in automatico alla camera più economica e a quella più venduta. È uno sconto che l’hotel ha accettato entrando nel programma.
I due prezzi sono la stessa offerta?
I due prezzi valgono per le stesse date e gli stessi ospiti; se valgano anche per la stessa camera e le stesse condizioni, spesso non si sa. È il punto che decide tutto il resto, perché un prezzo più basso per una camera più piccola o senza rimborso è un’altra offerta.
- 96 su 96
- schede con le stesse date e 2 adulti per tutti i venditori
- 14 su 51
- schede in cui solo il sito ufficiale offriva la cancellazione gratuita
- 3 su 51
- schede in cui Google diceva di quale camera era il prezzo più basso
Schede di Google Hotels con l’elenco completo dei venditori; le 51 sono quelle con un venditore sotto di almeno il 5%. Letture di Lumina, 27 settembre–8 ottobre 2026.
Abbiamo aperto una per una le 96 schede con l’elenco completo. Ecco che cosa hanno in comune le due righe, quella del sito ufficiale e quella del prezzo più basso.
| Che cosa | Uguale sulle due righe? | Che cosa abbiamo visto |
|---|---|---|
| Date di arrivo e di partenza | Sì | Identiche in 96 schede su 96 |
| Ospiti | Sì | 2 adulti in 96 schede su 96 |
| Paese e valuta di chi cerca | Sì | Una scheda, una valuta |
| Tasse e costi obbligatori | Stessa regola per tutti i venditori | La fissa Google, paese per paese |
| Camera | Non si sa | Nominata per il prezzo più basso in 3 schede su 51, per il sito ufficiale in 27 |
| Cancellazione | Diversa in 19 schede su 51 | Gratuita solo sul sito ufficiale in 14, solo sul prezzo più basso in 5 |
| Colazione e trattamento | Non si sa | La scheda che abbiamo letto non li indica |
Torniamo al cinque stelle svizzero. I 918 € del sito ufficiale avevano la cancellazione gratuita, i 752 € del venditore più economico no. Il primo venditore con la cancellazione gratuita chiedeva 791 €. A condizioni simili, quindi, la differenza scende dal 18% al 14%, ma resta.
Sulle tasse Google ha una regola scritta. Ogni venditore deve comunicare la tariffa base, le tasse e i costi obbligatori. Agli utenti di Stati Uniti e Canada Google mostra in evidenza la tariffa base con i costi obbligatori non governativi; in tutti gli altri paesi il totale con tasse e costi. E il totale sulla pagina di prenotazione del venditore deve essere lo stesso mostrato su Google. Dentro una scheda, quindi, i prezzi seguono la stessa regola. Fra un paese e l’altro no: lo stesso hotel visto da New York e da Milano può mostrare due numeri diversi.
Fuori da Google il confronto è ancora più difficile. Il 4 ottobre 2026 abbiamo provato la nostra app per ChatGPT e Claude con 12 domande di viaggio: in nessuna delle 12 c’erano due prezzi confrontabili fra loro. Quelli letti su Booking.com tenevano conto di quante persone viaggiavano e davano le tasse a parte; quelli di Google includevano le tasse e valevano per 2 adulti. Lo stesso giorno, per uno stesso resort, l’app mostrava 2.101 dollari a notte e ChatGPT ne scriveva 1.101: il primo era il preventivo di una villa con piscina dal 16 al 23 gennaio, il secondo il calendario dell’hotel dal 12 al 16 gennaio. Due prezzi veri, per due cose diverse.
Perché le tariffe dei grossisti finiscono sui siti pubblici?
Le tariffe dei grossisti finiscono sui siti pubblici perché fra l’hotel e l’ospite passano per più mani, e l’hotel di solito ha firmato soltanto con la prima. Un grossista, o bed bank quando lavora online, riceve dall’hotel una tariffa netta, più bassa di quella pubblica, da vendere ad agenzie e tour operator, di solito dentro un pacchetto. Se uno dei suoi clienti la rivende da sola su un sito pubblico, quella tariffa compare su Google Hotels sotto il prezzo dell’hotel.
Una tariffa da grossista uscita dal suo canale
Hotel, grossista, rivenditore, sito pubblico: a ogni passaggio l’hotel vede meno. È il caso che richiede di risalire la catena.
Uno sconto che l’hotel ha accettato
Lo sconto Genius di Booking.com o un’altra tariffa riservata agli iscritti: li hai attivati tu, e li trovi nel pannello del portale.
Un’offerta diversa
Tariffa non rimborsabile contro tariffa flessibile, camera più piccola, colazione esclusa. Il prezzo è più basso perché compri meno.
Che la catena dei grossisti sia difficile da controllare lo dicono gli stessi operatori. Il 17 settembre 2019 Marriott ed Expedia Group hanno annunciato che dal 15 ottobre di quell’anno le tariffe da grossista di Marriott sarebbero passate da un solo distributore. Nel comunicato il mercato è descritto come «frammentato e complesso», una rete intricata di rivenditori; da quella data, annunciavano, i rivenditori non avrebbero più ricevuto le tariffe direttamente da Marriott.
- 98%
- degli albergatori intervistati dichiara di aver perso ricavi per un uso scorretto delle tariffe
- 49%
- delle vendite dei grossisti finisce a partner non previsti
- 48%
- dei rivenditori non autorizzati pubblica le tariffe
Indagine di Expedia Group su oltre 2.000 albergatori in 8 paesi, pubblicata il 29 settembre 2025. Sono risposte a un questionario, raccolte da un’azienda che vende distribuzione agli hotel.
Il 29 settembre 2025 Expedia Group ha pubblicato un’indagine su oltre 2.000 albergatori in 8 paesi. Gli intervistati stimano di aver perso in media il 6% dei ricavi in un anno. Va letta per quello che è: un questionario, condotto da un’azienda che propone la propria rete come soluzione.
La nostra lettura qui si ferma. La scheda di Google non dice da dove arriva un prezzo. Che i prezzi più bassi dei siti di rivendita siano tariffe da grossista è la spiegazione più coerente con i nomi dei venditori. La conferma sta nella prenotazione, e si ottiene con i passi descritti alla fine.
La parity rate è stata abolita in Italia e in Europa?
In Italia la clausola è nulla dal 29 agosto 2017. In Europa è vietata alle grandi piattaforme designate dalla Commissione, e Booking.com è fra queste dal 13 maggio 2024. I testi da conoscere sono quattro, e conviene leggerli uno per uno.
| Testo | Che cosa dice | Da quando |
|---|---|---|
| Legge 124 del 2017, articolo 1, comma 166 | È nullo ogni patto con cui l’hotel si obbliga a non praticare al cliente finale prezzi e condizioni migliori di quelli praticati tramite terzi | In vigore dal 29 agosto 2017 |
| Regolamento (UE) 2022/1925, articolo 5, paragrafo 3 | La piattaforma designata non impedisce a chi vende di offrire prezzi o condizioni diversi su altri portali o sul proprio canale diretto | Per Booking.com, sei mesi dopo la designazione |
| Rapporto di Booking Holdings sul regolamento | I requisiti di parità per le offerte nello Spazio economico europeo sono stati tolti, o Booking.com vi ha rinunciato | Prima del 13 novembre 2024 |
| Corte di giustizia dell’Unione europea, causa C-264/23 | Le clausole di parità, ampie o ristrette, in linea di principio non sono «restrizioni accessorie» | Sentenza del 19 settembre 2024 |
La legge italiana vale per ogni contratto, qualunque sia la legge che lo regola: lo dice il testo. Il regolamento europeo, noto come Digital Markets Act, vale per le piattaforme che la Commissione designa come «gatekeeper», cioè passaggi obbligati fra aziende e clienti. La Commissione ha designato Booking per il servizio Booking.com e le ha dato sei mesi per adeguarsi. Nelle premesse il regolamento precisa che il divieto deve valere anche per le misure con lo stesso effetto, come una commissione più alta o la rimozione delle offerte.
La sentenza del 2024 nasce da una causa aperta da Booking.com ad Amsterdam, dopo che i giudici tedeschi avevano già bocciato le clausole. La domanda era se la clausola fosse indispensabile al servizio del portale, e quindi ammessa: è questo il senso di «restrizione accessoria». La Corte ha risposto che non è dimostrato, né per la clausola ampia, che copriva tutti i canali, né per quella ristretta, che dal 2015 copre solo i canali dell’hotel. A decidere la causa è poi il giudice nazionale.
Queste regole liberano l’hotel: puoi vendere sul tuo sito a meno del portale. Non fermano il rivenditore che vende a meno di te. Quello è un problema di contratti con i grossisti, e la legge sulla parità non lo tocca. Fuori dallo Spazio economico europeo, poi, vale quello che hai firmato: il rapporto di Booking Holdings parla delle offerte europee.
Come controllare la tua tariffa su Google Hotels
Per controllare la tua tariffa su Google Hotels bastano mezz’ora e cinque notti. Il controllo dice se c’è una differenza, quanto è grande e da chi arriva.
Scegli cinque notti
Una entro una settimana, una fra un mese, una fra tre mesi, una notte di punta e una di bassa stagione. Una sola notte non basta: nelle nostre letture lo stesso hotel passava da nessuna differenza al 20% a seconda della data.
Apri la scheda da visitatore
Finestra anonima, 2 adulti, il paese del tuo primo mercato. Google mostra i prezzi con una regola diversa per paese, quindi guarda quello che vede il tuo ospite.
Segna quattro cose per notte
Il prezzo del sito ufficiale, il prezzo più basso, il nome di chi lo offre, il prezzo di Booking.com. E se il tuo sito compare: Google lo mostra con un link gratuito quando il sistema di prenotazione gli passa le tariffe.
Confronta alla pari
Clicca sul prezzo più basso e arriva all’ultima pagina prima del pagamento. Guarda camera, cancellazione, colazione e totale con le tasse. Google chiede che quel totale sia lo stesso mostrato nella scheda.
Usa una soglia
Sotto l’1% è arrotondamento o cambio di valuta. Dal 5% in su, a parità di camera e condizioni, è una tariffa che non hai messo tu in vendita a quel prezzo.
Risali a chi l’ha venduta
Fai una prenotazione rimborsabile dal sito che vende a meno e guarda da quale partner arriva nel channel manager o nel gestionale. Poi cancellala e chiama quel partner.
Chiudi la strada e dai un motivo per prenotare da te
Chiedi al grossista per iscritto a chi può rivendere e a quali condizioni. Sul tuo sito offri quello che un rivenditore non può dare: cancellazione flessibile, colazione, un prezzo riservato a chi si iscrive.
Sul link gratuito Google scrive che mostra il nome del sito o dell’hotel con la tariffa per le date scelte, e che nessuno può pagare per una posizione migliore. Se usi un sistema di prenotazione, aggiunge, potresti essere già collegato attraverso il tuo fornitore.
Rifai il controllo ogni mese, con le stesse cinque notti spostate in avanti. Un prezzo più basso che compare una volta può essere un errore di caricamento; uno che torna ogni mese dallo stesso venditore ha una fonte precisa.
Gli assistenti leggono gli stessi prezzi. Nel nostro studio sugli hotel nelle risposte di ChatGPT, Claude e Gemini, ad agosto 2026, quando una risposta nominava uno dei 50 migliori hotel del mondo il sito dell’hotel era fra i link mostrati nel 24% dei casi. Il prezzo che l’assistente trova è spesso quello pubblicato da un altro. Come far arrivare all’assistente la tua tariffa lo spieghiamo nella guida a MCP e prenotazioni dirette.
Come abbiamo misurato, e che cosa la misura non dice
- 9.659
- letture di prezzo nel registro della guida, per 286 hotel
- 156
- schede di Google Hotels con il sito ufficiale e gli altri venditori
- 96
- schede riaperte una per una, con l’elenco completo dei venditori
Registro dei prezzi della guida di Lumina, letture dal 21 settembre all’8 ottobre 2026.
Abbiamo usato le letture di prezzo raccolte per la nostra guida agli hotel, senza progettare un’indagine apposta. Le schede di Google Hotels le legge per noi DataForSEO, un fornitore di dati che interroga Google come un visitatore di un certo paese: per ogni scheda restituisce le date, gli ospiti, la valuta e l’elenco dei venditori con il prezzo, e indica quale porta l’etichetta di sito ufficiale. Per le catene il sito ufficiale è quello della catena.
L’8 ottobre 2026 il registro conteneva 9.659 letture di prezzo per 286 hotel, la prima del 21 settembre. Solo 178 hanno insieme un prezzo ufficiale e un prezzo più basso. Ne abbiamo tolte 22, su 6 resort, perché il prezzo ufficiale veniva dal motore di prenotazione dell’hotel e non dalla scheda di Google: sono due fonti diverse, e in 9 di quelle 22 il portale costava più dell’hotel. Restano le 156 di questo articolo. Per 96 abbiamo riaperto la risposta completa e confrontato i due prezzi con il registro: coincidevano in 95. Nell’ultima il registro riporta un prezzo più alto di quello più basso della scheda, quindi la differenza vera era più grande.
I limiti sono cinque. Gli hotel sono quelli della guida, in gran parte cinque stelle: 30 dei 35 con l’elenco completo. Non sono un campione degli hotel italiani o europei. Per 46 hotel su 68 c’è una sola lettura, e un hotel ne ha 12. Le letture sono quasi tutte di una notte; per una parte dei resort delle Maldive sono soggiorni di tre notti, con il prezzo a notte. Il prezzo più basso non è controllato per camera, colazione e rimborso. E sono prezzi raccolti in un giorno preciso, non una verifica dal vivo: dicono che cosa vedeva un ospite quel giorno, e non provano che qualcuno abbia violato un contratto.
Le domande degli hotel
- Che differenza c’è fra parity rate e disparity rate?
- La parity rate è la situazione in cui tutti i canali mostrano lo stesso prezzo per la stessa camera. La disparity rate è il contrario: un canale mostra un prezzo diverso. Nelle nostre 156 letture di Google Hotels il sito ufficiale aveva il prezzo più basso, o stava entro l’1% dal più basso, in 53; in 86 un altro venditore stava sotto di almeno il 5%.
- Posso vendere sul mio sito a meno di Booking.com?
- In Italia sì, dal 29 agosto 2017: la legge 124 del 2017 dichiara nullo ogni patto che te lo vieti, qualunque sia la legge che regola il contratto. Per le strutture dello Spazio economico europeo Booking Holdings scrive, nel suo rapporto sul regolamento europeo, di aver tolto i requisiti di parità prima del 13 novembre 2024. Fuori da quell’area vale il contratto che hai firmato.
- I prezzi di Google Hotels comprendono le tasse?
- Dipende dal paese di chi cerca. La regola di Google su tasse e costi dice che agli utenti di Stati Uniti e Canada viene mostrata in evidenza la tariffa base con i costi obbligatori non governativi, e in tutti gli altri paesi il totale con tasse e costi. Ogni venditore deve comunicare a Google la tariffa base, le tasse e i costi obbligatori.
- Che cos’è una bed bank?
- È un grossista che lavora online: riceve dagli hotel tariffe nette, più basse di quelle pubbliche, e le rivende ad agenzie, tour operator e altri siti. Più mani tocca una tariffa, meno l’hotel sa dove finisce. In un’indagine di Expedia Group pubblicata il 29 settembre 2025, su oltre 2.000 albergatori, il 49% delle vendite dei grossisti risultava finire a partner non previsti.
- Il miglior prezzo garantito sul sito dell’hotel serve ancora?
- Serve se è vero il giorno in cui l’ospite controlla. Su Google Hotels il tuo prezzo sta nella stessa lista degli altri: nelle schede che abbiamo letto fra il 21 settembre e l’8 ottobre 2026 un altro venditore mostrava almeno il 5% in meno in 86 casi su 156. Prima di scriverlo sul sito, controlla la scheda del tuo hotel per cinque notti. Poi aggiungi quello che solo tu puoi dare: cancellazione flessibile, colazione, una tariffa per chi si iscrive.
- Che prezzo mostrano ChatGPT e gli altri assistenti?
- Quello che trovano pubblicato, con la sua data, spesso su un portale. Il 4 ottobre 2026, in 12 domande di viaggio su 12, la nostra app per ChatGPT e Claude non aveva due prezzi confrontabili fra loro, perché ogni fonte contava tasse e ospiti a modo suo. Per mostrare la tariffa dell’hotel nelle date dell’ospite serve un collegamento con il sistema di prenotazione: lo spieghiamo nella guida a MCP e prenotazioni dirette.
Vuoi vedere che prezzi mostra Google per il tuo hotel?
Portaci il nome dell’hotel: leggiamo la sua scheda su Google Hotels per cinque notti prima di sentirci e ti mostriamo chi vende a meno di te, di quanto e a quali condizioni. Intanto, nella guida trovi i prezzi che abbiamo letto per ogni hotel, con la notte e il giorno della lettura.
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Fonti lette l’8 ottobre 2026. Le regole delle piattaforme cambiano spesso; ogni affermazione rimanda alla pagina da cui viene.
Fonti (12)
- Gazzetta Ufficiale: legge 4 agosto 2017, n. 124, articolo 1, comma 166 (in vigore dal 29 agosto 2017)
- EUR-Lex: regolamento (UE) 2022/1925 sui mercati digitali, articolo 5, paragrafo 3 (14 settembre 2022)
- Commissione europea: Booking designata gatekeeper per Booking.com (comunicato di maggio 2024)
- Booking Holdings: rapporto di conformità al regolamento sui mercati digitali, sintesi pubblica (novembre 2025)
- Corte di giustizia dell’Unione europea: comunicato 145/24 sulla causa C-264/23, Booking.com (19 settembre 2024)
- Google Hotel Center: regola su tasse e costi (letta l’8 ottobre 2026)
- Google Hotel Center: regola sull’accuratezza dei prezzi (letta l’8 ottobre 2026)
- Google Hotel Center: i link di prenotazione gratuiti (letta l’8 ottobre 2026)
- Booking.com per i partner: il programma Genius (letta l’8 ottobre 2026)
- Expedia Group: indagine su oltre 2.000 albergatori e l’uso scorretto delle tariffe (29 settembre 2025)
- Marriott International ed Expedia Group: accordo sulla distribuzione delle tariffe da grossista (17 settembre 2019)
- Lumina: studio su 3.288 risposte di ChatGPT, Claude e Gemini, agosto 2026



